La guida con gli sci

MASSIMO CUFINO

I Sami sono considerati l’unica popolazione indigena in Europa. Ciò significa, tra le altre cose, che hanno sempre abitato le stesse regioni, nella fattispecie quelle intorno al Circolo Polare Artico, totalmente ricoperte di neve per diversi mesi all’anno.

Se, oggi, la vita in inverno a quelle latitudini può apparire complicata, qualche secolo fa era sicuramente estrema. Pochi e minuscoli villaggi, vie di comunicazione impraticabili e difficoltà nel trovare cibo mettevano a dura prova l’ingegno della popolazione. In soccorso vennero le renne, sulle quali si è sempre basata l’economia, per non dire la vita intera, dei Sami.

Soprattutto per il trasporto del cibo, era necessario raggiungere la propria fattoria velocemente e il solo paio di sci o una slitta non erano adatti per ricoprire distanze importanti in breve tempo. La soluzione adottata fu quella di calzare gli sci, caricarsi addosso le borse con il cibo, imbrigliare una renna e tenere ben strette le briglie stesse, affidandosi al proprio equilibrio e alla velocità dell’animale. Nacque, così, lo skijoring, letteralmente guida con gli sci. Fortunatamente, oggi la situazione è molto migliorata e, con essa, lo stile di vita dei Sami. Lo skijoring è una pratica ormai dimenticata. Oppure no?

Non troppi decenni fa, i Sami hanno visto la propria cultura rischiare seriamente di essere cancellata dai coloni e solo recentemente hanno acquisito importanti diritti. Cultura e tradizioni sono, quindi, salve, e un buon modo per darle maggior vigore è quello di farle conoscere. A inizio febbraio, in diverse località della Sápmi – questo è il nome che i Sami danno alla propria regione, che non prevede confini politici e abbraccia Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia – si celebra la Settimana Sami, un festival annuale che omaggia la cultura sami con un mercato per la vendita di manufatti artigianali, come le tipiche tazze in legno e gli stivali in pelo di renna, l’esposizione di lavvu, le caratteristiche tende in pelle di renna, e gli assaggi dei tipici piatti sami, zuppe e carne secca, ovviamente di renna.

Diverse sono anche la attività organizzate. Tra queste spicca la corsa con le renne, un moderno skijoring. Al momento del via, gli atleti, vestiti con fiammanti tute da sci e protetti da resistenti caschi e spessi occhialoni, tengono in mano lunghe briglie e si chinano sulle proprie ginocchia, pronti a subire il vigoroso strattone che le renne davanti a loro provocano non appena la gabbia di partenza viene aperta. I muscoli degli animali esplodono tutta la loro forza, gli zoccoli sollevano nubi di nevischio, le briglie si tendono al massimo, i corridori si piegano ulteriormente sugli sci, totalmente concentrati nel rimanere in equilibrio. La distanza da coprire non è mai troppo lunga e il tracciato attraversa le bianche vie centrali della cittadina che ospita il festival. La competizione si svolge a eliminazione diretta: si corre due o tre per volta e chi taglia per primo il traguardo passa al turno successivo. Dopo nubi e nubi di neve sollevata, rimane soltanto un corridore, che finalmente può alzare l’ambito trofeo.

Lo skijoring rimane ancora vivo tra i Sami. E la tradizione continua.

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