I villaggi parrocchiali

MASSIMO CUFINO

I villaggi parrocchiali scandinavi devono il loro sviluppo alle avversità locali, come le grandi distanze da colmare e le difficili condizioni climatiche, e il dovere del buon cattolico, che obbligava la gente ad affluire in gran numero nei villaggi dove sorgeva la chiesa. Una delle conseguenze della Riforma Protestante del 1681 fu che, qualsiasi fossero la distanza tra residenza e chiesa e i tempi di percorrenza, i fedeli non potevano sottrarsi dal ricevere il messaggio di Cristo, proclamato dai pulpiti in aree scarsamente popolate.

La partecipazione spesso implicava un viaggio di molti chilometri a piedi oppure con un carretto trainato da un cavallo. Riuscire a completare andata e ritorno in un solo giorno era, per molti, impossibile. Ecco perché i villaggi parrocchiali iniziarono a svilupparsi in varie località del nord. 

Occasioni da non perdere

Una famiglia che viveva a 10 km dalla chiesa doveva inviare almeno un suo membro alla messa ogni domenica. Se la distanza toccava i 20 km, allora si doveva partecipare ogni due domeniche, 30 km ogni tre e così via. Tutto era proclamato, controllato e documentato dalle autorità ecclesiastiche e le assenze erano difficilmente giustificate.

Durante le principali festività religiose – Natale, Pasqua, Pentecoste – la situazione era un po’ differente. E, soprattutto, nessuna scusa era accettata. Intere famiglie si ritrovavano nei villaggi. I parrocchiani avevano finalmente l’occasione di ritrovarsi, visitare i mercati, conoscere nuove persone e concludere affari. Probabilmente gli uomini frequentavano taverne poco legali, magari pure gestite da donne, mentre i più giovani si appartavano in qualche angusto e buio anfratto. Non è difficile immaginare come questi luoghi brulicassero di vita in quei giorni.

La città vecchia

Un tempo erano circa 70 i villaggi parrocchiali in Svezia. Oggi, invece, ne rimangono solo 16, quasi tutti in Lapponia. Gammelstad, alle porte di Luleå, è sicuramente il più noto ed è anche incluso nel patrimonio UNESCO. Oltre 400 bassi edifici rossi di legno, ottimamente conservati, si stringono intorno alla più grande chiesa medievale in pietra della Svezia settentrionale. Un evidente segno dell’importanza del fiume Lule nell’economia svedese di un tempo. I profitti derivati dalla pesca al salmone nel Lule furono in buona parte investiti nella costruzione dell’università di Uppsala e proprio uno dei suoi studenti più celebri, Carl von Linné (Carl Linnaeus), visitò Gammelstad nel 1732. L’allora 25enne scrisse: “Se l’estate è indubbiamente più breve qui che in qualsiasi altra parte del mondo, allo stesso modo è anche la più bella. In tutta la mia vita non mi sono mai sentito meglio come in questo luogo”.

Gammelstad significa “città vecchia”. Il nome è facilmente comprensibile considerando che oggi esiste una Nuova Luleå. La prima testimonianza di un servizio religioso a Luleå risale al 1339. In quel periodo, quando chiesa ed edifici furono costruiti intorno all’attuale Gammelstad, il luogo era un’isola all’imboccatura del fiume. Ma tre secoli dopo, la terra era emersa tanto da rendere il villaggio non più raggiungibile dalle barche, spronando gli abitanti alla costruzione di un nuovo villaggio in riva al mare, oggi diventato Luleå, mentre il vecchio è appunto Gammelstad.

L’interno della chiesa presenta diversi spunti di interesse, come lo scanno del vescovo, le antiche panche e una pala d’altare con un dipinto della Passione di Cristo del XV secolo, costata ben 900 pezzi di argento, una somma davvero considerevole per quel tempo. Furono i fedeli a pagare la cifra in contanti, segno che la pesca rappresentava un’attività davvero redditizia.

Lapponia Svezia - Skellefteå

Leggende e storie

In tutta la Svezia, durante i periodi di instabilità, si usava immergere le preziose campane delle chiese nei corsi d’acqua, in modo da nasconderle agli occhi degli aggressori. E così avvenne, con ogni probabilità, nel villaggio parrocchiale di Bonnstan, a Skellefteå. Ma quella volta, ritornata la pace, delle campane non c’era più traccia. I residenti consultarono un uomo ritenuto saggio e questi giunse alla conclusione che le campane fossero state portate via da una sirena. L’uomo invitò i cittadini a proseguire le ricerche, raccomandando un’estrema discrezione all’atto del ritrovamento. Inoltre, le campane sarebbero dovute essere recuperate dal fiume con l’aiuto di due grossi buoi bianchi.

Dopo vent’anni di ricerche laboriose, le campane furono finalmente ritrovate e le operazioni di recupero iniziarono nel più assoluto riserbo, proprio come disse il saggio. E, naturalmente, con l’ausilio di buoi bianchi. Durante le operazioni, gli uomini furono improvvisamente distratti da un curioso movimento di colori a ovest. Al loro avvicinarsi, i colori assumevano le sembianze di una sagoma che si muoveva in modo curioso e goffo, come fosse una papera. Tanto da far esclamare a gran voce da uno dei presenti, in generale pietrificati dal fenomeno, “una gallina!” Quel grido improvviso in un momento di tensione fu sufficiente per perdere completamente il controllo: le campane mezze recuperate si inabissarono nuovamente nel fiume, portando con sé i buoi, il paranco e l’intera attrezzatura. E andarono perse per sempre.

Non solo leggende e racconti soprannaturali ravvivavano questi villggi. Molte storie riportano che Bonnstan non fosse solo un luogo di preghiere, ma anche un posto per romantici. Le sere dei fine settimana, gruppi di giovani girovagavano tra gli edifici per corteggiare le ragazze che lì vivevano, magari intonando vere e proprie serenate mentre la loro bella li osservava incantata dalla finestra. Tale intraprendenza non era ben vista dai genitori, che il più delle volte allontanavano i ragazzi. A volte, però, qualche padre più permissivo autorizzava lo spasimante ad entrare in casa e addirittura coricarsi nello stesso letto della figlia, entrambi completamente vestiti, in modo da potersi parlare e conoscere. Come finivano questi incontri? Come oggi, a volte con il matrimonio, altre con un amore non corrisposto.

Lapponia Svezia - Bonnstan
Altri articoli su