Le isole del nord

Le ultime due isole settentrionali delle Faroe sono Svínoy e Fugloy, e per raggiungerle occorre prendere il battello perché non c’è nessun ponte e nessun tunnel che le collega. La motonave Ritan svolge da lungo tempo il regolare servizio dal porto di Hvannasund e il suo viaggio viene descritto come uno dei più affascinanti delle Isole Faroe. Siete pronti a salpare?

Prima dovete, però, sapere che questa navigazione deve essere ben pianificata perché qui si è esposti alle correnti di nord-est e può succedere che gli orari non vengano rispettati in quanto si è veramente in “balia delle onde”; quindi, mettetevi tranquilli e sperate nella buona sorte. Per chi soffre il mal di mare, inoltre, questo tragitto non è propriamente consigliato, ma se siete temerari armatevi di braccialetti, gomme da masticare e quant’altro possa essere utile ad alleviare questo noiosissimo malessere.

Una volta a bordo copritevi bene e mettetevi sul ponte a guardare la ricca fauna avicola intenta a pescar cibo per i propri piccoli. Sarà interessante osservare come i pulcinella di mare riescano a tenere nel loro becco fino a venti piccoli pesci tutti in una volta; ed è ancora un mistero come facciano a pescarne ancora uno senza far cadere gli altri.

L’isola dei maiali 

Il nome dell’isola di Svínoy deriva dall’antico norvegese Svíney, isola dei maiali, e richiama l’isola di Swona nelle scozzesi Orcadi. Con lo stesso termine è stato battezzato l’unico centro abitato; del resto, basta guardare la mappa per capire che l’isola non offre alternative, visto che le scogliere abbondano.

Tutta l’isola è montuosa, eccetto la verdeggiante zona agricola che dal porto giunge fino all’abitato di Svínoy. Siete a soli 34 metri sopra il livello del mare, in un’area che riceve i venti umidi delle tempeste atlantiche da un lato e le onde provenienti dalla costa occidentale della Norvegia. Oltre alle immancabili pecore, troverete anche l’impianto per la riproduzione dei salmoni che avviene in larghi e verdi containers circolari situati a meridione del porto. Niente maiali, però, nonostante il nome dell’isola.

L’isola fu la prima della Saga Faroese a essere menzionata perché risulta essere il posto dove visse il capo vichingo Bjarni. Presso la chiesa del villaggio troverete la pietra di Bjarni, che si crede essere la sua tomba.

L’isola degli uccelli 

Fugloy è l’isola più orientale dell’arcipelago, così distante da perdersi nelle nebbie del Nord Atlantico. Il suo nome vuol dire isola degli uccelli, (fugl, “uccello” in lingua faroese), come per la scozzese isola di Foula nell’arcipelago delle Shetland. Sulle scogliere di questo tarchiato blocco di basalto nidifica una grande quantità di volatili. Vi sono poco meno di cinquanta abitanti nei due piccoli villaggi situati sulla costa meridionale, uniti dall’unica strada dell’isola.

Delle circa trecento persone che popolavano l’isola all’inizio del XX secolo ora si contano appena una ventina di abitanti nei due villaggi, le cui case colorate di giallo, blu e nero saltano all’occhio con i loro verdi tetti. Se volete visitare la chiesa, risalente al Medioevo, dovete rivolgervi alla guesthouse.

Per visitare Fugloy è sufficiente una giornata. Potete così raggiungere le scogliere di Eystfelli e di Klubbin, entrambe di una bellezza mozzafiato e brulicanti di uccelli, che vengono sin qui per nidificare. Ma il punto più a est dell’isola e di tutto l’arcipelago è Stapin, un lembo di terra che raggiunge i 45 metri di altezza, con il suo faro e una miriade di uccelli attorno.

Se il mare in burrasca non vi consentirà di far ritorno in giornata a Klaksvík, sappiate che qui non morirete di fame perché c’è un locale dove è possibile mangiare e bere un caffè; inoltre, la casa dell’insegnante è adibita a piccola guesthouse. Comunque, conoscendo la generosità dei faroesi non mi preoccuperei affatto.

Risulta che l’isola di Fugloy sia stata popolata sin dai tempi dei vichinghi e ci sono alcune leggende che ruotano attorno ai ribelli del Medioevo, i cosiddetti Floksmenn (da flokkur che vuol dire gruppo). Quattro di questi uomini erano particolarmente agguerriti e la storia tramandata dice che cercarono di rubare la terra e le pecore. 

testo estratto e riadattato da >>>
Guida Polaris Isole Faroe
Daniela Pulvirenti
Daniela Pulvirenti
"Ho fatto di una passione, la montagna, la mia attività lavorativa. Posso davvero dire che 'lavoro con i piedi', visto che organizzo trekking e li accompagno. Sono sempre pronta a partire per i monti e vivo spesso a “quota 8000” perché sogno sempre, ma poi scendo anche con i piedi per terra al mio 'campo base' di Milano, dove tengo sempre lo zaino pronto per una nuova avventura."
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